
Verso la fine del secondo conflitto mondiale, allo sbarco
degli alleati, in Sicilia divenne subito operativo il "Governo
Militare Alleato dei Territori Occupati" (AMGOT)
alla guida del quale fu designato il tenente colonnello
italo americano Charles Poletti, giunto a Palermo al seguito
del generale americano Patton. In realtà Poletti al momento
dello sbarco si trovava già a Palermo da diversi giorni,
ospite di un'importante famiglia vicina alla chiesa di Monreale.
La presenza anticipata del colonnello dava modo agli USA di
prendere accordi con esponenti di spicco di cosa nostra, "uomini
d'onore" come Lucky Luciano e Calogero Vizzini, i quali avrebbero
favorito in modo determinante lo sbarco e l'avanzata delle
truppe alleate sul territorio siciliano.
I separatisti del MIS (movimento per l'indipendenza siciliana),
fin dal giorno dell'occupazione avevano preso contatti con il
futuro governatore Poletti, chiedendogli ufficialmente che
la Sicilia fosse eretta a stato sovrano e indipendente da
annettere agli Stati Uniti d'America. Quando nel 1944
gli alleati riconsegnarono invece l'isola al regno sabaudo
i separatisti ci rimasero molto male e a loro spese impararono
che gli americani erano sì dei liberatori, ma non erano scemi.
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