venerdì 29 febbraio 2008

That's amore...

E così vicino nel nostro meridione, il confine tra odio e amore, tra dannazione e santità da sembrare un'allucinazione. In questa città dall'architettura straordinaria, a un passo da un mare caraibico, che ha vissuto il record delle dominazioni, ancora resiste il culto della morte. E non solo inteso come morte fisica, ma come totale abbandono ad un nichilismo senza frontiera, che va dalla gestione dell'ordine pubblico al mantenimento delle strade, fino ai gesti che ogni singolo cittadino compie quotidianamente. Che sia una carta buttata in strada, una macchina parcheggiata in terza fila, come l'assenza della più piccola convenzione sociale. L'individuo si riconosce solo all'interno del suo nucleo, per paura che all' esterno la passione si dissipi e comincino le contraddizioni, proprio questo nucleo riduce progressivamente il raggio d'azione di ogni singola persona. Allora la vita assume importanza solo nel piccolo, nel guadagno personale e nella semplicità di gesti senza importanza, lasciando che perduri incontrastata un' immobilità culturale così allegra e strafottente
che mette voglia di cantare:

When the moon hits you eye
like a big pizza pie
that's amore
When the world seems to shine
like you've had too much wine
that's amore.....

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