martedì 26 febbraio 2008

Il capo degli ultimi




Il capitano Ultimo che insieme alla sua squadra speciale nel 93 arrestò Totò Riina, suo malgrado è diventato un eroe. La tendenza a spettacolarizzare anche gli aspetti più crudi e scuri della nostra società ha voluto che la vicenda diventasse una fiction televisiva. Così l'uomo che ha fatto solo il suo dovere è diventato un eroe, il contraltare del capo dei capi, quello stesso Totò Riina che da ufficiale delle forze dell'ordine è riuscito ad assicurare alla giustizia. E adesso sempre per le nostre lacune strutturali, a fronte di un sistema governativo fortemente limitato il Capitano Ultimo è dovuto scomparire, cambiare identità, mimetizzarsi tra quegli ultimi che ha servito fino in fondo, fino a mettere a repentaglio la sua stessa vita. Se un poliziotto che arresta un mafioso di diritto diventa un eroe nazionale al pari di Garibaldi o di Mazzini vuol dire che qualcosa non va. Vuol dire che la lotta alla criminalità organizzata è ancora in alto mare e vuol dire che dietro alle spettacolarizzazioni televisive e cinematografiche si nasconde solo una grande ipocrisia.

Un' ipocrisia che accompagna tutti dal primo uomo di stato fino all'ultimo.

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